Se la pensione non basta, i libri «amici silentes»
Sempre più persone in difficoltà cedono tutta, o parte, della biblioteca e c’è anche chi si affaccia all’elemosina

La biblioteca di casa diventa un ammortizzatore sociale
BRESCIA Il monte di pietà non accetta più né dipinti, né pellicce, né argenti: solo oro ed orologi di marca.
Ma c’è anche chi, prima dei gioielli di famiglia, decide di privarsi degli «amici silentes», i libri, che non riveleranno mai il «tradimento» del loro proprietario, cedibili (se non diffusi con i quotidiani, se non mini tascabili o enciclopedie) al 25% del prezzo di copertina.
Ma c’è anche chi si affida agli antiquari e decide di liberarsi di vecchi quadri e libri antichi (qualcuno addirittura «spaginandoli» rivendendo i fogli sul mercato delle stampe) e non è un caso come si vadano moltiplicando i negozi in cui c’è scritto «vintage», ma si potrebbe tranquillamente leggere «dal mercato della crisi».
Se esiste infatti una povertà vecchia, dura a lasciare questa condizione, che accompagna l’uomo da sempre, esistono anche povertà «nuove», specchio di tempi post-moderni, della cosiddetta «società dell’incertezza» e del rischio di mestieri (e stipendi) che ieri c’erano ed oggi non ci sono più. Una povertà che non miete vittime, o non lo fa in misura così dura e pesante come quella storica, ma che causa ugualmente problemi e sofferenze, disagi, marginalità ed esclusione. Perché, alla fine, ci si deve rapportare al contesto in cui ci si trova, al «mercato» in cui si vive ed ai suoi costi «fissi».
E così chi «non ce la fa» rompe un tabù ed inizia ad alleggerire la biblioteca di famiglia «più o meno pesantemente - racconta un commerciante cittadino di libri usati - partendo ovviamente dai testi che nel loro proprietario hanno lasciato il segno minore».
Ma la crisi rompe anche altri tabù in maniera ancor più violenta. Basta fermarsi al semaforo di via Ferramola, od a quello di via Solferino, e non è raro notare un signore anziano, con gli occhiali dalla montatura pesante, allungare il braccio destro e chiedere «per favore mi dà qualcosa». È un maestro in pensione «di quelli che non ce la fanno - racconta - ed allora mi arrangio come posso. Ma non mi chieda di più e se ne va» sfuggendo infastidito al cronista curioso. La crisi ha anche questi volti manifesti, poi ci sono quelli di chi stringe i denti ed anziché metter sul mercato quel che ha in casa, «taglia» su tutti i consumi possibili in attesa che, come i «barbari bianchi» di Verlaine, la crisi passi.c. fac.
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