La storia diplomatica di Francia va in banlieue  
Fra due anni il trasloco degli archivi dal Quai d’Orsay e altre 11 sedi al nuovo e moderno edificio a La Courneuve
napoleon

PARIGI Saranno anche moderni e confortevoli quei locali a La Courneuve, nella banlieue parigina, che ospiteranno fra due anni gli archivi completi della diplomazia francese, ma «mancano di respiro storico», dice il segretario dell’Academie française, la prestigiosa istituzione culturale, Helene Carrere d’Encausse, che è anche vicepresidente della Commissione degli archivi diplomatici. Il trasloco della documentazione di «tutta la storia diplomatica» della Francia, come dice "Le Figaro", dal Quai d’Orsay - indirizzo storico e mitico sulla «rive gauche» di Parigi del Ministero degli esteri francese - e da altri 11 luoghi alla periferia della capitale sta suscitando polemiche di storici, ricercatori, diplomatici, ma la decisione è presa. A La Courneuve stanno ultimando una sede ultramoderna, 22.000 mq di locali dotati di tutti i confort, dove troveranno posto quei preziosi trattati, documenti, lettere, note, che hanno fissato dal Medioevo al generale Charles de Gaulle le linee dello Stato e i suoi rapporti con il mondo. È un fondo di carte di una ricchezza e grandezza uniche al mondo, si dice: potrebbero estendersi su 80 km di raggio, che aumentano ogni anno di un chilometro. Sono lettere, pergamene, libri antichi, che «si toccano con emozione e infinite precauzioni», sottolinea "Le Figaro".
C’è per esempio una lettera autografa di Richelieu, del 1630, che rassicura Maria dei Medici sulla sorte del futuro Luigi XIII. O lettere di Napoleone (nella foto un ritratto custodito al Museo di Ajaccio), o la nota che trascrive il colloquio fra de Gaulle e Adenauer nel 1958. E poi tutti i trattati, compreso quello di Maastricht del 1993. C’è anche una biblioteca di 430.000 volumi, accessibili solo ai diplomatici, costituita fin dal ’600. «È la scomparsa dell’anima di Parigi», dice ancora Helene Carrere d’Encausse. Ma dal Ministero degli esteri ribattono che nella nuova sede ci sarà una vasta sala di lettura, capace di accogliere 160 ricercatori. 


Giornale di Brescia 21 dicembre 2008